Più aria per tutti

Michele Masneri

Non ho niente contro i condizionatori, ho tanti amici condizionatori: è questa un po’ la giustificazione di chi proprio non lo tollera, il climatizzatore, anche con quarantacinque gradi, come quest’estate. Ma la climatizzatorefobia non ha spiegazioni razionali, o ne soffri o non ne soffri. Non servirebbe un Ddl Zan-Daikin per combattere un odio che viene da lontano. Eppure gli stessi che temono “il colpo d’aria” (sempre fredda, mai calda) d’inverno tengono i riscaldamenti a 28 gradi. Ma d’estate, accendere l’aria condizionata è ancora come mettere la minigonna o il topless (ve la siete andata a cercare!). Il condizionatore è strumento del demonio in un paese ancora contadino: e dunque il gran terrore è piuttosto il freddo d’inverno, con memorie collettive di stagioni gelide e la “monaca” o “il prete”, a seconda della regione, quel mammozzone di legno col carbone dentro, che si metteva sotto le coperte, ad alto rischio di autocombustione. Il caldo è invece relativamente recente, è questione cittadina, urbana, di giungla d’asfalto. Fino a qualche anno fa, se abitavi nella sterminata provincia italiana infatti non lo sentivi, il caldo. Di nuovo, hai voluto la civiltà, mo te la tieni. E non è questione manco di soldi: gli americani che vengono in vacanza qui pensano che siamo talmente poveri che non ce la possiamo permettere, l’aria condizionata. Ma il fatto è che sì, è vero, siamo poveri, ma il motivo è un altro, appunto culturale. Uno subito si immagina Tina Pica che grugnando entra in cucina e guardando lo split esclama: “Strumento del demonio!”. L’aria condizionata infatti è progresso effimero. È capitalismo efferato, è liberismo selvaggio. È, appunto, America. Del resto le tre grandi culture nazionali, quella cattolica, quella comunista e quella fascista, condannano tutte il piacere e ancor più il benessere (e quindi sempre l’America). Non siamo al mondo per prendere il fresco, piuttosto per salvare l’anima, il proletariato, la Nazione. Abbasso la vita comoda, diceva Lui! Però forse questa sul climatizzatore è una battaglia che potrebbe diventare bipartisan, più facilmente del Ddl Zan. È una lotta di classe (anche energetica, io sogno uno split tripla A per tutti, e forse col fresco ci sarebbero anche meno Vannacci in giro, vabbè).