Niente maxischermi, niente impianti mastodontici, nessun effetto speciale. Solo un palco affacciato sul lago di Santa Croce, la musica dei Negrita e il paesaggio delle Dolomiti a fare da scenografia naturale. È questa la filosofia del concerto in programma oggi alle 17 in Alpago, secondo appuntamento di Dolomiti Arena-Slow Mountain Music Festival. La rassegna, nata nel 2021, ha fatto della fusione tra musica e natura la propria cifra distintiva, portando ogni estate artisti di primo piano in alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Belluno. Un format che continua a crescere e che, nell'edizione 2025, ha richiamato 10mila spettatori in quattro appuntamenti, con il 60 per cento del pubblico arrivato da fuori provincia. I concerti sono tutti a ingresso gratuito grazie al sostegno del Fondo Grandi Eventi, finanziato da Regione Veneto, Provincia di Belluno, Camera di Commercio Treviso-Belluno, Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi e dalla tassa di soggiorno dell'Unione Montana Feltrina.

La rassegna Il calendario, che si sarebbe dovuto aprire con Francesca Michielin sul monte Avena (evento rinviato a settembre per il maltempo), proseguirà dopo la tappa di oggi con i Tiromancino a Longarone il 2 agosto, Omar Pedrini a Setteville il 9 agosto e Joan Thiele a Santa Giustina il 22 agosto. Protagonisti della serata saranno i Negrita, impegnati nel tour "La storia, i viaggi, le canzoni", una proposta volutamente essenziale e lontana dalle logiche dei grandi eventi estivi. Sul palco saliranno soltanto Pau, Drigo e Mac, accompagnati dal giornalista Gianmaurizio Foderaro, che dialogherà con la band tra un brano e l'altro. «Siamo in tre, io, Pau e Mac, accompagnati dalle parole di Gianmaurizio Foderaro. Una versione dei Negrita intima, minimale, ma in grado di proporre tutte le sfumature dinamiche che vogliamo dare al nostro concerto e al nostro repertorio», racconta Drigo. Una scelta che si sposa perfettamente con il contesto naturale del lago di Santa Croce e con la filosofia della manifestazione. «Rispecchiamo la dimensione rarefatta delle location che ci accoglieranno. Per me sono l'ideale, consentono di lasciarmi andare all'improvvisazione. Volevamo portare la gente in mezzo alla natura. Suonare davanti a un lago sarà perfetto». Il tour nasce dall'ultimo album Canzoni per anni spietati e propone un rapporto più diretto con il pubblico, privilegiando l'ascolto e il racconto rispetto agli effetti scenici. «Cerchiamo di essere controtendenza, la contemporaneità ci piace ben poco. Preferiamo un ritorno al contatto con la natura, per aiutare a ritrovare una dimensione umana. Non vogliamo colpire con effetti speciali: più la situazione è particolare, più rimarrà nei ricordi». Con il concerto di questa sera, Dolomiti Arena conferma la propria vocazione: trasformare alcuni dei luoghi più belli del Bellunese in palcoscenici a cielo aperto, dove la musica dialoga con il paesaggio e diventa occasione di promozione per l'intero territorio.