HomeCalcioUna scommessa per il futuro. Il ‘Maestro’ che evita i moduli rigidi. La Nations alle porte è da non fallirePirlo chiamato a portare subito risultati alla guida degli azzurri, in panchina finora una carriera altalenante. Nella tesi di Coverciano l’importanza delle funzioni più delle posizioni in campo, il ‘terzo uomo’ per la manovra .di PAOLO GRILLI25 luglio 2026Il tecnico del futuro, certo, per visione e attitudine. Ma Andrea Pirlo, nei cinque anni da capoallenatore dopo l’anticamera dell’Under 23 con la Juve, in panchina non ha ricreato le meraviglie dispensate quando dettava legge in campo. Adesso, quindi, il cambio di passo sarà obbligato.

Il genio del centrocampo che ci ha portato in cima al mondo nel 2006, e che ha vinto due Champions col Milan e sei scudetti fra Juve e Diavolo, è fautore di un calcio con un assetto tattico dinamico, senza dettami troppo stringenti, ma sempre fedele a una riaggressione organizzata quando si perde palla. La Spagna, del resto, insegna. In panchina alla Juve e poi anche alla Samp, Pirlo apparecchiava un 3-5-2 che poteva virare facilmente verso il 4-4-2 o anche il 4-2-3-1: un modulo, quest’ultimo, che al Milan fece fortuna con lui in campo e Ancelotti come condottiero. In Turchia al Fatih Karamguruk ha invece optato per un 4-1-4-1. In fase di possesso, a comporsi è un 3-2-5 o un 2-3-5. Insomma, più che una rigida classificazione tattica, è la cura posizionale a costituire il credo del prossimo ct.