Lo staff è pronto, il contratto anche. In attesa dei passaggi burocratici per completare l’operazione Nazionale, non solo più quello della rescissione dallo United Fc di Dubai, Andrea Pirlo studia già da commissario tecnico degli azzurri. Telefonate, riflessioni e analisi si rincorrono con Paolo Maldini e Leonardo, ma nel frattempo c’è da risolvere la grana della sponsorizzazione delle scommesse russe, scoppiata ieri su pressioni politiche che discutono l’opportunità dell’investitura. Lo stesso presidente della Figc, Govanni Malagò, sta prendendo informazioni, ma non sembrano esserci rischi per la firma, anche perché il ct in pectore è pronto a lasciare il ruolo di testimonial con Fonbet, agenzia vicina a Putin.

Il progetto azzurro Così, pur dispiaciuto, contina a stare in contatto con i vecchi compagni di quel Milan che vinceva tutto e che adesso l’hanno scelto per rivoluzionare l’intero sistema italiano. Un progetto a lungo termine che dovrà ridare forza e identità al nostro pallone, con Pirlo chiamato a fare il ct dopo il no di Guardiola proprio perché condivide la stessa visione dei nuovi dirigenti della Federcalcio. Le idee non mancano al “Maestro” e torneranno utili quelle che aveva depositato nella biblioteca di Coverciano nel settembre 2020, quando discusse la tesina per diventare allenatore. «Il calcio che vorrei» era già un manifesto su come fare evolvere il nostro pallone e adesso Pirlo potrà applicarlo nella squadra che rappresenta un Paese intero. Dalla politica dubbi e attese Un compito complesso, a maggior ragione considerando come anche la politica sia intervenuta sulla scelta della Figc e non solo per il legame con Fonbet. «Sono un tifoso dell'Italia e Pirlo è stato un grande campione – ha commentato Ignazio La Russa, presidente del Senato -, ma come allenatore è un salto nel buio: che Dio ce la mandi buona». Il ministro Andrea Abodi attende di sapere dal campo «se questa sarà stata una scommessa o una scelta lungimirante» e poi analizza la speranza Guardiola: «Lui e Pirlo sembrano alternative tanto distanti che senza la certezza sì avrei tenuto nascosta la pista dello spagnolo».