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In Formula 1 non è facile scegliere per chi tifare. Non esistono squadre di club, non ci sono nazionali e non è nemmeno uno sport strettamente individuale come il tennis. In Formula 1, così come negli altri sport motoristici, ci sono i singoli piloti e ci sono le scuderie: il corrispettivo delle squadre, seppur formate da pochi piloti (nella Formula 1 gareggiano in due per volta) e guidate da logiche diverse. Inoltre, i piloti gareggiano quasi sempre per scuderie di una nazionalità diversa dalla propria.

Ammesso che si voglia tifare, quindi, per chi si tifa in Formula 1: per la scuderia o per il pilota? Non c’è ovviamente un’unica risposta possibile, e per come stanno andando ora le cose nel Mondiale di Formula 1, è una domanda particolarmente attuale in Italia.

Siamo quasi a metà stagione e in testa alla classifica c’è il 19enne italiano Kimi Antonelli, che corre per la Mercedes, una scuderia tedesca. Dietro di lui, tra chi ancora può pensare di giocarsi il campionato ci sono Lewis Hamilton e Charles Leclerc, un britannico e un monegasco, entrambi della Ferrari, che come è ben noto è italiana, al punto da essere talvolta chiamata la “nazionale rossa”.

Erano decenni che non si vedeva un pilota italiano così dominante in Formula 1, ed erano anni che la Ferrari non era così competitiva. È il motivo per cui quest’anno, in Italia, la questione scuderia-o-pilota è molto più sentita e discussa del solito.