Antonelli: "Al mondiale di calcio tiferò per Messi visto che l'Italia non c'è". Pastiglie freni diverse anche per Charles
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"Non chiedetemi del Mondiale". Kimi Antonelli gioca d'anticipo nella conferenza che porta al Gran premio di Barcellona. Ma non parla di Formula 1, parla di calcio e lui è uno dei pochi piloti a non poter tifare per la sua nazionale quest'anno. Anzi è di quella generazione che oramai si sta abituando a saltare i Mondiali di calcio. Tiferà per Messi che segue fin da quando giocava a Barcellona. Ma per fortuna sua e nostra, c'è un altro mondiale a cui pensare. Arrivare alla settima gara stagionale dopo aver vinto le ultime cinque e con 66 punti di vantaggio sul secondo (Hamilton), lo obbliga a non dribblare le domande: "So di avere una grande opportunità e farò di tutto per coglierla, ma non voglio guidare pensando al campionato. Voglio godermi la guida, il weekend. Sono felice di essere dove sono, ma se due anni fa mi avessero detto che a questo punto sarei stato in testa al campionato, avrei dato del pazzo a chi me lo diceva". È un Kimi sereno che si interroga ancora sul futuro: "Ho ancora delle risposte da trovare: quanto posso crescere ancora? Qual è il mio limite? Qual è il mio potenziale". Ogni tanto bisogna darsi un pizzicotto per ricordarsi che ha solo 19 anni.












