Pavia. Dopo il botta e risposta tra Pavia Calcio 1911 e Ac Pavia, il sindaco Michele Lissia si pone come figura di mediazione, intenta a favorire il dialogo sulla questione stadio, e più in generale nei rapporti tra le due società cittadine. Il tema caldo riguarda lo stadio Fortunati, dopo che l’Ac Pavia ha spiegato “di aver ricevuto richieste incongrue dal gestore, cioè il Pavia calcio 1911, per poter usufruire dell’impianto”. «Le richieste rientrano nei diritti del gestore. Come Comune abbiamo indetto il bando per lo stadio che viene scritto dai tecnici, in base alle normative vigenti – spiega il sindaco Lissia – la società che si è aggiudicata il bando, ovvero il Pavia Calcio 1911, ha diritto di gestirlo in concessione, rispettando diritti e doveri, come l’esecuzione di una serie di lavori alla struttura. Io, come ho sempre fatto, farò il possibile perché si crei un dialogo tra le due società, nell’ottica di trovare un accordo utile per tutti. Ritengo che lo sport debba unire e non porsi come uno strumento di dissidio in città». L’idea di incentivare una relazione tra le due realtà è l’obiettivo che vuole perseguire il sindaco: «Negli scorsi mesi, e lo abbiamo visto con le partite dei playoff disputate dall’Ac Pavia allo stadio, le due società si sono parlate, e penso che possano farlo anche ora e in futuro. Credo che il dialogo debba avvenire in modo silenzioso, prudente e rispettoso, evitando di andare sui giornali con dichiarazioni sopra le righe. I tifosi hanno sogni e aspettative e sono inclini a schierarsi, mentre le società è giusto che si parlino con rispetto. A mio avviso, il sentiero da percorrere è quello del dialogo e della ragionevolezza». Un pensiero chiaro, che nella speranza del sindaco Lissia dovrebbe portare alla condivisione dello stadio Fortunati, tra la società di serie D, che avrà in gestione l’impianto per i prossimi 5 anni, dopo la concessione tramite il bando, e l’Ac Pavia, che ha la sua sede in via Stafforini: «Il fatto di unire le forze - prosegue il sindaco Lissia- massimizzando l’economia di scuola ed evitando sprechi con la gestione di strutture diverse». Il primo cittadino pavese manda poi un messaggio al Pavia Calcio 1911, che gestisce la struttura di via Alzaia e che provvederà a riqualificarla, come da indicazioni contenute nel bando: «In ambito politico, imprenditoriale e sportivo, chi ha la leadership deve comprendere e andare incontro agli altri. Chi ha più poteri, ha anche maggiori responsabilità». Il calcio deve quindi diventare un collante sociale nella visione di Lissia: «Io vedo il campo da calcio, così come tutte le altre strutture adibite allo sport, come strumento che unisce e che aggrega. Io continuerò a sostenere tutte le realtà sportive cittadine, e mi impegnerò concretamente nel promuovere lo sport in tutte le sue forme». Sulla possibilità che le due società si accorpino al fine di creare un unico Pavia, Lissia spiega: «Non credo ci sia la volontà di andare in questa direzione, ma anche qualora rimangano due realtà distinte lo vedo come un bene. È importante che ci sia rispetto, pur riconoscendo le reciproche differenze, e che tutti vedano il calcio come strumento che unisce e non certo che vada a creare contrasti e dissidi».