di
Daniele Dallera
Se si interpella Ancelotti, si va a casa di Guardiola, si fanno promesse a Mancini, si snobba Conte e ci si mette nelle mani di Pirlo, qualcosa non è andato per il verso giusto
Sua Maestà Guardiola ha detto «no». Maldini ha detto «sì» ad Andrea Pirlo, futuro ct della Nazionale. Che salto (indietro). Nessuna firma, questa ci sarà, passato il week end, tutti al mare. La risposta che non volevamo avere, quella di Guardiola, è arrivata ieri mattina. Nel pomeriggio la notizia, questa prevista e non libera certo il sogno dei tifosi italiani, di Andrea Pirlo. Basta dare un’occhiata al sondaggio del Corriere della Sera, dopo il no di Guardiola: le percentuali e le attese dei tifosi parlano chiaro: 42% Ancelotti, 37% Conte, 12% Mancini e in coda Pirlo con il 9%.
Il direttore tecnico Paolo Maldini ha deciso, ha scelto Pirlo, insieme a Leonardo, loro due sì una coppia da sogno messa insieme da Malagò. Ci hanno messo un po’ a convincere il presidente della Federcalcio che, deve essere chiaro, aveva ben altri obiettivi, a cominciare da Roberto Mancini. Difatti, si è presentato all’assemblea di Lega serie A con la candidatura di Guardiola. Facendo capire a tutti che si poteva non solo sperare ma addirittura crederci. La Triade, Malagò-Maldini-Leonardo, ha svelato anche il contatto (proibito dal regolamento, ma chi se ne frega: hanno fatto bene) con Ancelotti. Sappiamo com’è andata a finire.











