Il piano era chiaro: tutto su Pep Guardiola, poi – in caso di risposta negativa – pensare all’alternativa. Il “no” di Guardiola è arrivato nella notte tra giovedì e venerdì e adesso Maldini e Leonardo – d’accordo con Giovanni Malagò – stanno lavorando e stringendo per il nuovo commissario tecnico dell’Italia che avrà il compito di rilanciare il calcio nazionale e avrà la responsabilità di guidare gli Azzurri prima in Nations League, poi agli Europei, ma soprattutto ai Mondiali, appuntamento a cui l’Italia manca da tre edizioni. E il prescelto oggi è Andrea Pirlo. Salvo clamorosi ribaltoni, sarà lui a sedersi sulla panchina in questo momento più pesante tra le nazionali.

Una scelta che lascia scettica gran parte dell’opinione pubblica, che divide senza dubbio (comprensibilmente) e che però – nelle idee di Maldini e Leonardo – ha un senso, visto il progetto stilato per rilanciare il calcio in Italia e la nazionale. Il curriculum del tecnico ex Juventus e Sampdoria in Italia è sicuramente rivedibile: quarto posto con la Juventus campione d’Italia (con vittoria di Coppa Italia e Supercoppa Italiana), esonerato al Fatih Karagümrük, settimo con la Sampdoria in Serie B nell’anno in cui i blucerchiati puntavano alla promozione, esonerato l’anno dopo. La prima gioia è arrivata quest’anno, con lo United Fc negli Emirati Arabi Uniti: qui Pirlo ha vinto il campionato di Serie B, ottenendo la promozione in Serie A. Ma insomma, calcio diverso e livello diverso.