Nel giorno in cui la Germania nomina Jurgen Klopp come nuovo ct e mentre la Francia si prepara ad accogliere Zinedine Zidane sulla panchina dei Bleus, l’Italia deve incassare il “no grazie” di Pep Guardiola. Sembrano solo coincidenze, ma sono anche una fotografia sul momento negativo che sta attraversando il nostro calcio. Dopo aver visto il terzo Mondiale di fila davanti alla tv, eletto un nuovo presidente federale (Malagò al posto di Gravina) e coinvolto una bandiera come Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico e guida del Club Italia, serviva un allenatore di alto livello per dare un segnale forte di riscossa. Così era nata la scelta di coinvolgere Pep Guardiola (e ancora prima Carlo Ancelotti) nella rivoluzione azzurra, ma ora la Figc deve ripartire da zero o quasi.

Guardiola era un sogno e la Nazionale ha aspettato una sua risposta dopo averlo provato a convincere in tutti i modi. Il problema è che tornare alla realtà può essere un passaggio un po’ brusco, dopo aver sondato un profilo così straordinario, e ora l’Italia dovrà agire in uno scenario complicato. Perché i tifosi speravano in Guardiola e rischiano di ritrovarsi con Andrea Pirlo. Un grandissimo campione, nonché eroe di Berlino vent’anni fa, ma come tecnico sono più i dubbi che le certezze. Eppure è proprio l’ex regista di Milan e Juve la prima alternativa di Maldini e Leonardo dopo il “no” di Guardiola. I due nuovi dirigenti azzurri sono convinti che sia l’uomo giusto per la Nazionale: c’erano già stati ampi contatti, poi sospesi in attesa della risposta di Pep, e ora riprenderà il ragionamento su di lui.