"Condividiamo l’esigenza di rafforzare il personale e garantire sicurezza nelle nostre comunità ma non si può dimenticare un elemento fondamentale: gli agenti di polizia locale non godono delle stesse garanzie e tutele, anche economiche, assicurative e pensionistiche, degli altri corpi di polizia dello Stato". Lo ricorda la Funzione pubblica della Cgil di Reggio Emilia che prende posizione nel dibattito sulla sicurezza in città innescato dall’aggressione di tre carabinieri in stazione, rimasti feriti sabato scorso mentre identificavano un soggetto esagitato e violento.
"Per garantire la sicurezza dei cittadini – aggiunge la sigla – non si possono mettere a maggior rischio gli operatori". "A differenza di polizia di Stato, carabinieri e Guardia di Finanza, inquadrati nel comparto Sicurezza e Difesa, la polizia locale risponde al contratto nazionale Funzioni locali – prosegue poi la sigla –. Questa differenza comporta criticità rilevanti: assenza della causa di servizio e della pensione privilegiata in caso di infortunio, percorsi formativi disomogenei gestiti dai singoli Comuni e limitazioni nell’accesso alle banche dati interforze, elemento che accresce i rischi sulle strade".
La Fp Cgil reggiana, chiede quindi un piano di assunzioni stabili accompagnato dall’equiparazione delle tutele infortunistiche e previdenziali e dalla riforma della legge quadro 65/1986 per definire competenze e standard formativi all’altezza di quelli nazionali.









