HomeMonza BrianzaCronacaEspropri e rumori. I tecnici studiano un piano anti disagiLa metropolitana M5 non porterà soltanto sette nuove fermate a Monza. Cambierà il volto della città, prima ancora dell’arrivo...L’area Esso in corso Milano destinata ad essere espropriata per realizzare una fermataRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa metropolitana M5 non porterà soltanto sette nuove fermate a Monza. Cambierà il volto della città, prima ancora dell’arrivo dei treni. Per questo il Comune ha deciso di muoversi con anticipo, pianificando gli interventi necessari per gestire quasi sette anni di cantieri e le profonde trasformazioni urbanistiche e viabilistiche che accompagneranno l’opera.
Il sindaco Paolo Pilotto ha infatti chiesto il supporto del Comune di Milano e di MM per trasferire a Monza l’esperienza maturata durante la realizzazione delle linee M4 e M5. È nato così un tavolo tecnico congiunto per capire come pianificare la gestione dei 14 cantieri che interesseranno la città: sette stazioni e sette manufatti di servizio. L’obiettivo è limitare i disagi predisponendo viabilità alternative, garantendo i servizi essenziali e studiando misure di sostegno per le attività economiche più penalizzate. Tra i nodi più delicati figurano il cantiere di largo IV Novembre, dove dovrà essere sempre assicurato l’accesso al Municipio, e piazza Carducci, destinata a convivere con una riduzione dei parcheggi e il passaggio dei mezzi pesanti. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di bonus o indennizzi per commercianti e operatori. Sul fronte ambientale arrivano invece rassicurazioni. Le gallerie saranno scavate dalle talpe a profondità comprese tra 16 e 23 metri, senza effetti sugli edifici o particolari disagi per i residenti. In Consiglio comunale l’assessora alle Tutele ambientali Arianna Bettin ha ricordato che il piano di classificazione acustica mantiene limiti rigorosi nelle aree residenziali, mentre l’aumento delle emissioni sonore riguarda esclusivamente il futuro deposito dei treni al Casignolo.






