"Chiediamo verità, giustizia, rispetto e umanità". Parole scritte sugli striscioni che sono tornate più volte al centro degli interventi durante la manifestazione spontanea organizzata ieri pomeriggio in piazza del Plebiscito, sotto la sede della prefettura, l’organo ministeriale che coordina le forze dell’ordine sul territorio. Un evento voluto da partiti e movimenti di sinistra e dedicato alla morte di Abderrahium Fakir, il 43enne marocchino morto domenica scorsa a Bologna dopo che era stato contenuto a terra da due agenti di polizia: "Di casi come quello accaduto a Bologna io ne vedo tutti i giorni in pronto soccorso all’ospedale di Torrette dove lavoro – ha detto nel suo accorato intervento Roberto Maccaroni, infermiere e membro di Avs Marche – Spesso le cose sono andate anche oltre il normale contenimento di qualche persona in difficoltà e quando ho provato a chiedere agli agenti di fermarsi lo hanno fatto, ma poi sono stato ‘segnalato’ per questo. Così come noi sanitari, anche il personale di polizia, carabinieri e così via avrebbe bisogno di corsi di formazione in materia".
Un flash mob breve, ma intenso e partecipato per quanto possibile in un venerdì pomeriggio estivo in una città affollata di crocieristi. Applauditi anche gli interventi di Francesco Rubini (Altra Idea di Città), Edoardo Carboni (Pd), Mauro Borioni (Dipende da noi), Fabio Burattini (Amnesty International) di un collettivo giovani. Presenti anche altri esponenti politici, tra cui il consigliere regionale Dem Antonio Mastrovincenzo, del mondo sindacale e dell’associazionismo.











