Momenti di forte tensione questa sera - 20 luglio - nel centro di Bologna durante la manifestazione organizzata per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica 19 luglio durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro.
La mobilitazione era iniziata alle 19 in piazza Nettuno con un presidio promosso dal sindaco Matteo Lepore e concepito dal Comune come un momento di raccoglimento e partecipazione, senza palco e senza interventi politici. Al termine dell’iniziativa una parte dei presenti, tra cui esponenti dei collettivi e cittadini della comunità marocchina, si è mossa in corteo verso piazza Roosevelt, dove si trovano la Prefettura e la Questura.
Davanti agli edifici istituzionali i manifestanti si sono trovati di fronte a un cordone di agenti in tenuta antisommossa. Dalla piazza sono stati scanditi cori contro le forze dell’ordine e contro il nuovo meccanismo del cosiddetto “scudo penale”. Le prime file hanno avanzato verso lo schieramento della polizia e si sono verificati contatti e cariche di contenimento.
Secondo quanto riferito dall’Ansa, dalla zona occupata dai manifestanti è stata lanciata una bomba carta. Alcuni partecipanti hanno inoltre staccato le protezioni poste sui finestrini dei blindati e le hanno scagliate contro i mezzi delle forze dell’ordine. Sono stati segnalati anche lanci di bottiglie e calci contro gli agenti. La polizia ha risposto con manganelli, idranti e lacrimogeni per disperdere la parte del corteo coinvolta negli scontri. Successivamente alcuni manifestanti si sono radunati vicino alle mura del Comune, accovacciandosi con una fotografia di Fakir in un gesto di protesta non violenta.










