Da cinque anni ogni mattina issa le vele della Saviolina, che poi a sera va ad ammainare. Durante la giornata provvede alla manutenzione dello storico lancione del 1928, diventato il grande amore della sua vita. A tenerlo in custodia è Sergio Troni, classe 1950, che alle spalle ha un’intera vita di mare. Era appena un diciottenne, quando ha cominciato a traghettare turisti italiani e stranieri con uno dei tanti cutter che fino ai primi anni Ottanta erano ormeggiati lungo la spiaggia, dal Marano a Fontanelle. Ne ripercorre la storia, ricordando i protagonisti e la vita di mare di quell’epoca d’oro.
Sempre col vento in poppa? "Ogni mattina, prestando attenzione alle previsioni meteorologiche, alzo le vele della Saviolina ormeggiata nel porto per far ammirare a tutti la sua bellezza. A sera torno per abbassarle, nel frattempo mi occupo del lavaggio e della pulizia, cosa che faccio da cinque anni su incarico del Club Nautico, gestore dell’imbarcazione per conto del Comune. Sto sempre in allerta, perché anche in caso di temporale devo essere pronto a intervenire. Occorre prestare molta attenzione, perché se le raffiche sono intense, non si riesce più ad ammainare le vele, anzi, si rischia di romperle, perché questa è una barca storica, tutelata del ministero della Cultura, richiede tanta attenzione. Nonostante la segua di continuo, mi è capitato d’intervenire anche con forte vento e grandine".






