La storica mancina torna a risplendere nel porto antico di Ria. Nei giorni della festa per il santo patrono è arrivato un momento storico per la comunità marinara graziotta: il posizionamento – dopo i lunghi lavori di restauro realizzati dal Cantiere Valdettaro e i ritocchi manutentivi operati da Alessandro Moretti – della gru un tempo utilizzata per il varo e l’alaggio delle imbarcazioni. Un pezzo di storia recuperato a distanza di 17 anni dalla rimozione per i lavori in calata, anche grazie all’impulso della politica e a quello del Cantiere della Memoria guidato da Corrado Ricci, che da lungo tempo ne sollecitava il restauro e il posizionamento. La mancina è stata posizionata nel basamento approntato in calata dagli operai del Comune Luca Calcagnini e Daniele Tringali nel maggio scorso.

Un’acrobazia la movimentazione avvenuta grazie a uomini e mezzi del Comsubin, con Antonio Corda, presidente della Pro Loco in divisa da palombaro, a coordinate le manovre e l’assessore ai lavori pubblici Franco Carassale ad incoraggiare e documentare gli ultimi sforzi. Lo stesso Cantiere della Memoria auspica ora "un riassetto del porto antico per favorire la socialità e una nuova funzione della mancina: farsi monumento a ricordo dei Caduti del Mare". Soddisfazione è stata espressa con un post sui social anche dalla sindaca di Porto Venere, Francesca Sturlese, che ha espresso "sincera gratitudine a tutte le istituzioni e le persone coinvolte, rivolgendo un ringraziamento speciale al Cantiere Valdettaro per l’attento lavoro di custodia e restauro svolto in questi anni".