Per anni gli apparati di sicurezza europei hanno ritenuto che Hamas rappresentasse una minaccia diretta quasi esclusivamente per Israele. Le indagini condotte negli ultimi mesi tra Grecia, Germania, Austria, Danimarca e altri Paesi raccontano però uno scenario diverso: il movimento palestinese avrebbe costruito nel tempo una rete clandestina in Europa, con depositi di armi, cellule operative e piani per colpire obiettivi ebraici, israeliani e occidentali. È quanto emerge da un’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung, che ricostruisce un mosaico investigativo sviluppato in diversi Stati europei.

Il caso da cui prende le mosse l’inchiesta è quello di Motasem, un cittadino egiziano di 37 anni di origine palestinese arrestato all’inizio di giugno ad Agios Nikolaos, sull’isola di Creta. Da poco lavorava come elettricista in un hotel di lusso, dove avrebbe trovato una copertura insospettabile. Secondo quanto ricostruito dalla Neue Zürcher Zeitung, nella sua abitazione di Atene la polizia greca ha sequestrato sostanze chimiche, una bilancia di precisione e altro materiale ritenuto compatibile con la fabbricazione di ordigni esplosivi. L’indagine era partita da una segnalazione delle autorità cipriote, che poche settimane prima avevano arrestato due palestinesi nei pressi di Larnaca, ritenuti in contatto con lui. Gli investigatori ritengono che il gruppo stesse preparando un attentato contro una nave da crociera israeliana che fa regolarmente scalo in Grecia. Gli inquirenti ritengono inoltre che alcuni membri del gruppo si fossero addestrati in Malesia nel 2025, dopo un viaggio via Zurigo, Qatar e Indonesia, per apprendere tecniche di costruzione di ordigni.