Depositi di armi, video di rivendicazione pronti e cellule operative in tutta Europa: è stata svelata la rete clandestina di Hamas, che ha radici in tutto il Continente
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L'ombra del terrore islamista torna ad allungarsi con forza sul continente europeo, svelando una trama eversiva ben più radicata e strutturata di quanto le retoriche della sinistra che professa l’accoglienza a tutti i costi abbiano voluto far credere negli ultimi anni. Le recenti risultanze investigative delle autorità di sicurezza internazionali, citate dal quotidiano Nzz e poi da Bild, avrebbero messo in luce che l'organizzazione terroristica Hamas stava attivamente preparando attacchi in Europa, con la data obiettivo del 7 ottobre 2025, secondo anniversario dell'attentato terroristico contro Israele. La cellula terroristica è stata smascherata. Ma recenti indagini dimostrano che il pericolo non è ancora passato.I dettagli emersi dalle indagini delineano un'organizzazione strategica attiva già dal 2019, quindi ben prima che ci fosse il 7 ottobre 2023. Secondo quanto riferito dal quotidiano svizzero Nzz, l'obiettivo primario della cellula terrorista era da tempo la pianificazione di attentati coordinati contro obiettivi ebraici, israeliani e statunitensi, con una data simbolica cerchiata in rosso: il 7 ottobre 2025, a due anni esatti dal pogrom in Israele. Gli arresti effettuati negli ultimi mesi in Germania, Regno Unito, Danimarca, Austria, Grecia e Cipro confermano l'esistenza di cellule operative capaci di muoversi liberamente nello spazio europeo, con reti di contatti e basi da utilizzare per la pianificazione. Una conferma che arriva anche dai sequestri effettuati ai soggetti arrestati, un vero e proprio arsenale fatto di armi corte, fucili d'assalto e centinaia di munizioni destinate a depositi clandestini, come quello individuato a Vienna non troppe settimane fa, unitamente a sostanze chimiche idonee alla confezione di ordigni, intercettate di recente a Creta. La geografia dell’organizzazione è chiara: dall’Europa orientale che si affaccia sul Mediterraneo, crocevia perfetto per gli scambi col Medioriente, Hamas ha poi costruito un’architrave logistica che attraversa l’Europa verso nord, attraversando il Continente probabilmente dall’area balcanica, anche se non si hanno informazioni da quell’area, e immettendo materiale umano e non in Europa Centrale attraverso l’Austria, per diramare le sue ultime propagazioni nel Nord Europa. L’Italia non è esente: a dicembre sono stati tratti in arresto numerosi soggetti, tra cui Mohammad Hannoun, che secondo gli investigatori era la propaggine in Italia di Hamas, per la quale raccoglieva fondi.Come evidenziato dai vertici della magistratura inquirente tedesca, i terroristi sfruttano con spregiudicata abilità le maglie larghe dei sistemi d'accoglienza e i benefici della libera circolazione. L’Europa degli ultimi decenni che si è votata all’accoglienza indiscriminata ha di fatto favorito l’ingresso dei terroristi e di quelle ideologie che ne vogliono l’annullamento. È come la metafora della rana nell’acqua: se viene scaldata lentamente lei non si accorge del pericolo, esaurisce le forze per adattarsi al progressivo aumento della temperatura e finisce per morire bollita senza mai provare a fuggire. L’Europa è la rana, perché la disponibilità di documenti di soggiorno rilasciati nei Paesi dell'area Schengen, unitamente a contatti consolidati con la criminalità organizzata, garantisce a questi elementi una mobilità indisturbata e un'elevata capacità finanziaria che permettono di radicarsi a fondo nella società. Il fenomeno ripropone con urgenza il tema della sicurezza nazionale e della sovranità dei confini europei.







