Il Partito democratico è più ringalluzzito per lo stato anarchico della coalizione di governo che preoccupato per le proprie contraddizioni. Giorgia Meloni, in effetti, dà l’impressione di muoversi a tentoni nel tentativo di respingere la grande offensiva vannacciana. Giorno dopo giorno, il generale si pappa spicchi di melonismo, pezzi dell’elettorato di Fratelli d’Italia. D’altronde, o tutti i sondaggi sbagliano o è vero che Fratelli d’Italia sta perdendo terreno a ogni rilevazione.

Questo è il dato politico più eclatante che sta passando un po’ inosservato. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia è Giorgia Meloni) versa sangue a favore di Roberto Vannacci che, specularmente, cresce in progressione. Per la presidente del Consiglio, la luna (di miele) è tramontata, come recita il titolo del romanzo di John Steinbeck, e da diverso tempo. E in più, adesso, il Fattore V bussa alla porta e scuote la sua base elettorale. Le cause tutte politiche della crisi di Meloni – la difficoltà del governare, i pasticci in politica internazionale, l’assenza di risultati tangibili, dall’economia alle riforme – sono state esaminate più volte. L’astro inquietante di Vannacci è spuntato su questo panorama crepuscolare, lucrando sulle disgrazie della premier e azzannandone la giugulare come un Dracula nero.