<p>Il Fondo Monetario Internazionale valuta positivamente il sistema finanziario italiano, ma avverte che la strada per rafforzare la crescita e ridurre le vulnerabilità è ancora lunga.

Al termine della consultazione annuale sull'Italia, l'Executive Board del Fmi conferma che il settore bancario rimane solido e in grado di resistere anche a scenari «gravemente avversi», grazie a una vigilanza giudicata robusta.

Al tempo stesso, però, richiama le autorità a non abbassare la guardia sui rischi legati all'elevato debito pubblico, ai legami tra Stato e banche e alle fragilità strutturali dell'economia.

Sul fronte macro, il Fondo conferma le stime già diffuse a maggio: il pil italiano crescerà dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, per accelerare solo lievemente allo 0,8% nel 2028.

I progressi dell'Italia «meritano di essere lodati», ha detto la capo missione del Fmi, Lone Christiansen, tuttavia con il «debito pubblico elevato», intorno al 137% del pil nel 2025, bisognerebbe puntare su «un avvio deciso del percorso di riduzione» con «la raccomandazione ad accelerare leggermente il ritmo nel breve termine».