I progressi dell'Italia nel consolidamento delle finanze e nella riduzione del deficit al 3,1% del Pil nel 2025 (con stime a +2,9% nel 2026 e a +2,8% nel 2027) "meritano di essere lodati e sottolineati". Tuttavia, ha detto in un briefing la capo missione del Fmi Lone Christiansen illustrando l'Art. IV sull'Italia, "il debito pubblico è elevato" intorno al 137% del Pil nel 2025, suggerendo un "avvio deciso del percorso di riduzione" con "la raccomandazione ad accelerare leggermente il ritmo nel breve termine". L'ipotesi è di misure aggiuntive dell'1% del Pil con "guadagni di efficienza" a tutela della crescita, si legge nel rapporto.

L'economia italiana continua a crescere a ritmi moderati. Il Pil è salito dello 0,5% nel 2025 sostenuto "in parte dai continui investimenti previsti dal Pnrr". Il consolidamento fiscale, rileva l'Fmi nell'Art.IV sull'Italia, "è proseguito, con l'ulteriore rafforzamento dell'avanzo primario". Confermate le stime di crescita dello 0,5% nel 2026 e nel 2027 (+0,8% del 2028). Nel breve periodo, "il conflitto in Medio Oriente e l'elevata incertezza globale sono fattori che peseranno", ha detto Christiansen, secondo cui "bassa produttività e dinamiche demografiche sfavorevoli sono fattori di freno nel medio periodo".