Uno aveva 22 anni e l'altro ne aveva 24. Erano su un barcone insieme ad altri migranti, arrivati al porto commerciale di Augusta il 26 giugno 2024; solo che Rejaul Md Islam e Shahibur Rahman, nati entrambi in Bangladesh rispettivamente il 19 luglio 2000 e l'11 aprile 2002, sono arrivati in Sicilia cadaveri. E hanno dovuto aspettare due anni su una barella, dentro a una cella frigo, fino a mercoledì 22 luglio, affinché i loro corpi venissero sepolti.
La storia è ricostruita nell'ordinanza del Comune di Augusta, in provincia di Siracusa, che dispone il trasferimento dei cadaveri dei due migranti dall'Istituto di medicina legale del Policlinico di Catania al cimitero megarese, affinché vengano finalmente inumati. Tra le premesse dell'atto amministrativo c'è il paradigma della tragedia: la traversata del Mediterraneo, tomba di migliaia di cadaveri, due giovani uomini che non sopravvivono, l'arrivo delle salme sulle coste siciliane.
La questura di Siracusa registra il fatto, vengono contattati i Servizi sociali del Comune, chiamati a farsi carico dei due cadaveri. Il municipio contatta le pompe funebri che arrivano sulla banchina per portare via i corpi, come autorizzato dal magistrato della procura di Siracusa a cui toccano gli adempimenti sullo sbarco e il fascicolo a carico di ignoti.






