Non riesce a smettere di piangere, Jane.

E non riesce a smettere di parlare. È un fiume in piena di lacrime e parole che sgorgano senza freni, portando a galla un grumo di dolore, rabbia, frustrazione e vergogna che la divora nel corpo e nell’anima.

Alza la maglietta per coprirsi il volto e asciugare le lacrime, lasciando intravedere cicatrici di ferite mal ricucite.

Come tutte le donne trafficate in Cambogia, è finita nell’inferno del lavoro forzato negli scam center.

Ha subìto minacce e violenze.