Ci sono persone che, appena arrivano su un palco, sembrano sapere esattamente dove stare. Conoscono il ritmo, il tempo della battuta, il momento in cui prendere la parola e quello, forse ancora più difficile, in cui lasciarla agli altri. È ad esempio il caso di Andrea Dianetti. Attore, regista, autore, conduttore televisivo e cantante, da oltre vent’anni attraversa linguaggi diversi senza perdere quella naturale inclinazione all’intrattenimento che, prima ancora di diventare un mestiere, sembra essere stata un modo di entrare in relazione con le persone. Dal 24 al 26 luglio sarà il volto della nona edizione del Pop Corn Festival del Corto di Porto Santo Stefano, manifestazione alla quale è legato da quasi un decennio e che ormai considera una seconda casa. Un appuntamento che racconta bene il professionista. Questa intervista esclusiva per Virgilio Notizie ad Andrea Dianetti, però, prova a raccontare soprattutto l’uomo. Perché dietro il sorriso, la battuta pronta e la leggerezza con cui affronta il palcoscenico, emerge una fragilità inattesa. C’è il rapporto complicato con il successo, che fatica a trattenere perché, come dice lui stesso, «è già successo». C’è la sindrome dell’impostore, il bisogno di approvazione, la perdita del padre, il desiderio di diventarne uno senza ripeterne l’assenza, il matrimonio il prossimo 13 settembre. E c’è il tempo, forse il vero protagonista di questa conversazione: quello che sembra infinito quando si è ragazzi e che, all’improvviso, ci restituisce un’immagine di noi diversa da quella che continuiamo a portare dentro. Ne nasce un dialogo sincero, a tratti sorprendente, nel quale Andrea Dianetti mette da parte il personaggio pubblico e lascia spazio alle domande che, in fondo, riguardano tutti: quanto contano davvero gli applausi, quando finiscono le luci del palco? E quanto è difficile imparare a riconoscere il valore di ciò che si è già diventati?
Andrea Dianetti, l’intervista: “Non riesco a godermi il successo, perché è già successoˮ
Andrea Dianetti si racconta tra sindrome dell'impostore, ricerca di approvazione, paternità e voglia di futuro






