Dopo 15 anni di Pedagogia Antimafia il docente UniCal Costabile annuncia la svolta legata alla visione di Caligiuri di Pedagogia dello Stato

RENDE – Un’intervista che segna una svolta profonda e un vero e proprio restyling concettuale per la Pedagogia dell’Antimafia, disciplina accademica unica nel panorama italiano attiva da 15 anni all’Università della Calabria. A tracciare questo nuovo percorso è Giancarlo Costabile, docente e animatore di un insegnamento pionieristico, che annuncia una coraggiosa evoluzione teorica e strategica: il passaggio da una visione puramente difensiva della legalità a una compiuta analisi pedagogica dello Stato e delle sue istituzioni.

Fortemente radicato nel magistero intellettuale di Mario Caligiuri e nella lezione della Pedagogia dello Stato, il progetto formativo dell’Unical punta a superare gli stereotipi territoriali, a trasformare la memoria delle vittime in cittadinanza critica e a formare coscienze libere e responsabili, capaci di vivere le istituzioni non come un’entità distante, ma come un impegno quotidiano e collettivo.

Professor Costabile, qual è il valore teorico e politico di questa trasformazione?

«Pedagogia dell’Antimafia ha iniziato da tempo un cammino di ridefinizione dei suoi obiettivi formativi e strategici per diventare compiutamente educazione alla costruzione dello Stato democratico. In questa prospettiva, è fondamentale il contributo del professore Mario Caligiuri, mio Maestro e protagonista di una rivoluzione copernicana sul concetto di Intelligence, ideatore della Pedagogia dello Stato, sviluppata in opere imprescindibili come Pedagogia della Nazione e Pedagogia Meridiana. Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence e fondatore all’Università della Calabria del primo Master in Intelligence, voluto vent’anni fa dall’allora Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, insegna che lo Stato non coincide soltanto con l’apparato burocratico e repressivo, ma è una comunità educativa fondata sulla Costituzione, sulla partecipazione e sulla responsabilità».