Il raid sessuale va in scena ieri sera poco dopo le 23. Approfittando del buio, l'aggressore - il ventiquattrenne Mohamed M., egiziano, questa mattina fermato dalla polizia locale - segue alle spalle la vittima, una sua coetanea cittadina ucraina. La pedina fino al palazzo in cui vive, in zona Certosa, non la molla anche quando lei entra nello stabile. È lì che l'assalto va a segno.
L'uomo si avvicina alla donna mentre sta per entrare in ascensore, blocca le porte, la afferra per le braccia e la trascina verso il muro. Lei resta in balia del molestatore che la spoglia, la palpeggia con violenza, abusa di lei. Inizialmente le urla della ventiquattrenne non fanno desistere l'uomo, che decide di scappare soltanto quando la giovane gli fa notare che nel condominio ci sono delle telecamere che stanno riprendendo integralmente le sue azioni. È la stessa ragazza, poco dopo, a dare l'allarme. Una volta in salvo, infatti, la vittima esce in strada e incrocia una pattuglia della polizia locale che sta rientrando nel comando di piazzale Accursio e racconta quello che era appena accaduto: parole poi confermate poco dopo nella denuncia.
Le indagini degli investigatori, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, sono partite subito dall'analisi dei frame rimasti cristallizzati nell'occhio elettronico installato nello stabile, oltre che in quelle della zona che hanno ripreso parte della fuga del ventiquattrenne. Gli agenti dell'unità investigazioni e prevenzione sono così arrivati all'identità dell'aggressore, poi riconosciuto dalla stessa vittima, scoprendo che lavora per una ditta edile in questo momento impegnata in un cantiere a Fara Gera D'Adda, nella Bergamasca. Lì questa mattina è stato rintracciato e fermato con l'accusa di violenza sessuale.








