L'incendio devastante che ha martoriato i Monti Sicani nei giorni scorsi lascia dietro di sé una scia di cenere e una crisi senza precedenti per il comparto agrozootecnico locale. Pascoli inceneriti, scorte di foraggio andate in fumo, infrastrutture rurali distrutte e centinaia di capi di bestiame a rischio sopravvivenza, con l'aggravante di una severa emergenza idrica. Di fronte a uno scenario di tale gravità, le istituzioni del territorio hanno scelto la strada della compattezza e dell'azione immediata.

Nel corso di un vertice operativo convocato d'urgenza presso la sede del GAL Sicani, i vertici dell'organismo di sviluppo locale — il presidente Salvatore Sanzeri e il coordinatore Angelo Palamenghi — si sono confrontati con il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, e con i primi cittadini dei Comuni più colpiti: Giuseppe Mangiapane (Cammarata), Francesco Cacciatore (Santo Stefano Quisquina), Milko Cinà (Bivona), Dino Zimbardo (San Giovanni Gemini) e il vicesindaco di Castronovo di Sicilia, Domenico Madonia.

Dalla riunione è emersa una strategia d'attacco articolata su due direttrici: il soccorso immediato alle imprese colpite e la pianificazione di interventi strutturali a lungo termine per la prevenzione e il rilancio dell'area.