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Salvo Fallica

Il responsabile nazionale aree protette di Legambiente Nicoletti. «La prevenzione è l'unica difesa efficace contro i roghi». Il presidente dell'associazione in Sicilia: «Occorrono progetti di media e lunga durata per affrontare le problematiche alle loro radici e nel contempo interventi urgenti ed efficaci»

Gli effetti drammatici degli incendi in Sicilia, che tanti danni hanno provocato nell'ultima settimana (circa 17mila ettari andati in fumo), sono stati osservati anche dai satelliti che mostrano in maniera efficace la gravità della situazione. Vi è un prima e un dopo: da luoghi caratterizzati dal verde, dalla vegetazione, a terreni bruciati. In molti luoghi dell'Isola i danni sono ingenti, secondo alcune stime ammonterebbero a 100 milioni di euro (ma il bilancio è in divenire).

La questione non riguarda solo l'ultima settimana, ormai è una emergenza cronica che si ripropone ad ogni estate. Anzi, precede e va oltre i periodi estivi. E lo dimostrano i nuovi dati importanti e rilevanti sul drammatico caso Sicilia, unico nel suo genere a livello nazionale, resi noti da Legambiente, che aveva già lanciato l'allarme e chiesto interventi rigorosi: «Serve anche l'esercito per salvare l'ambiente». Lo scenario è sotto gli occhi di tutti, colpi durissimi vengono inferti alla natura, all'ambiente, alla biodiversità, alla fauna e anche agli esseri umani (non solo alle attività lavorative, un vigile del Fuoco ha di recente perso la vita nell'adempimento del proprio dovere).