Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma dell'ordinamento forense, di cui ora serviranno i decreti attuativi, trattandosi di legge delega.

Quanto ai contenuti, vengono ampliate le attività riservate agli avvocati con la negoziazione assistita, la mediazione e la consulenza legale stragiudiziale. Sul fronte organizzativo, vengono disciplinate le associazioni professionali e le società tra avvocati (con limiti stringenti per i soci di capitale); sono contenuti interventi sull'accesso alla professione e dunque sull'esame di Stato. Ci sono anche modifiche sulla governance degli ordini e una revisione del sistema disciplinare.

«È un passaggio storico, che arriva non a caso nell'anno del centenario del Cnf, e che restituisce all'avvocatura un impianto normativo capace di stare al passo con i cambiamenti della professione, del mercato e della giustizia», ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, che ha auspicato che «il governo mantenga lo stesso passo mostrato finora nell’attuazione dei decreti legislativi delegati, perché è lì che si gioca davvero l'attuazione della riforma».

La Camera ha detto sì alla riforma forense. Festeggiano gli avvocati

Interessante, in settimana, è stata una pronuncia della Corte costituzionale proprio sulle società tra avvocati. Con la sentenza n. 138/2026, la Corte ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Cnf nei confronti dell'art. 4 bis della legge n. 247/2012, che consente la partecipazione di soci non professionisti nelle società tra avvocati.