L'€economista

Cesare Giraldi

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Il memorandum firmato a Roma tra il sistema camerale italiano all’estero e la rappresentanza dell’industria irlandese segna un passaggio che va oltre il valore formale dell’intesa. È il risultato di un lavoro avviato mesi fa dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, che già nel marzo 2025, durante una missione a Dublino, aveva posto le basi politiche e operative per costruire un rapporto più strutturato tra i due sistemi produttivi. L’obiettivo è trasformare una relazione economica già solida in una piattaforma stabile di collaborazione, capace di sostenere le imprese nei mercati europei e internazionali e di creare nuove occasioni per il Made in Italy.

«Abbiamo costruito un ponte formale», ha spiegato Valentini, indicando nella rete delle Camere di Commercio italiane all’estero, presente in 64 Paesi, uno strumento decisivo per accompagnare le aziende e facilitare connessioni commerciali, industriali e istituzionali. Il punto centrale dell’accordo è proprio questo: rafforzare la capacità di produrre e commerciare sia all’interno sia fuori dall’Unione europea, mettere in relazione competenze produttive, capacità di esportazione e reti di impresa, in una fase in cui la competitività europea dipende sempre più dalla possibilità di aggregare filiere, investimenti e tecnologie. Irlanda e Italia partono da strutture economiche differenti, ma proprio per questo potenzialmente complementari. Il memorandum prova a saldare queste due dimensioni, aprendo uno spazio di cooperazione che, nelle intenzioni del viceministro, dovrà essere riempito da progetti concreti.