Risoluzione desiderata:
Colpiti anche Canada e Regno Unito. Per Cina, Giappone e Corea del Sud le tariffe salgono al 12,5%
Il nuovo affondo protezionistico di Washington arriva quando in Italia sono le 6 del mattino. Dazi aggiuntivi ad almeno 60 partner commerciali, responsabili del 99,4% delle importazioni americane.
Non è bastato lo stop per incostituzionalità imposto dalla Corte Suprema ai dazi generalizzati, per i quali è necessaria l'approvazione del Congresso: l'amministrazione cambia base giuridica, servendosi dell'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti per imporre tariffe del 10% a partner come Unione europea, Canada e Regno Unito, mentre per Cina, Giappone e Corea del Sud il dazio sale al 12,5%.
Washington motiva il provvedimento con la necessità di contrastare l'ingresso di merci realizzate con lavoro forzato, sostenendo che molti Paesi non abbiano adottato o applicato efficacemente i divieti sulle importazioni di tali beni. Restano esclusi alcuni prodotti già colpiti da tariffe specifiche, come acciaio, alluminio, alcuni beni energetici, fertilizzanti e merci coperte dall'accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico, il quale precisa che oltre l'80% delle esportazioni verso gli Stati Uniti continuerà a essere esente. Trump annuncia poi nuovi dazi sui farmaci generici, che entreranno in vigore dal 2028 e saliranno fino al 200% l'anno successivo.










