<p>Gli Stati Uniti hanno introdotto <strong>nuovi dazi su 60 Paesi,</strong> con a<strong>liquote di almeno il 10%</strong>, mentre il presidente <strong>Donald Trump </strong>ricostruisce la barriera commerciale dopo che la<strong> Corte Suprema</strong> aveva bocciato, all'inizio dell'anno, gran parte delle tariffe introdotte con il cosiddetto «Liberation Day». </p> <p> </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/petrolio-e-ai-abbattono-le-borse-e-se-jamie-dimon-avesse-ragione-202607231235073590">Petrolio e AI abbattono le borse.

E se Jamie Dimon avesse ragione?</a></em></li> </ul> <h2>Colpita l’Ue</h2> <p>Le nuove misure, <strong>entrate in vigore venerdì</strong> alla <strong>scadenza del regime temporaneo di dazi globali del 10%</strong>, si basano sui risultati di un'indagine condotta dall'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (<strong>USTR</strong>) sul ricorso al lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento.

Tra i principali partner commerciali colpiti figurano <strong>Regno Unito, Messico, Unione europea, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, c</strong>he dovranno affrontare tariffe comprese tra il <strong>10% e il 12,5%.</strong> </p> <p> </p> <p>Le nuove misure evidenziano il tentativo di Trump di mantenere in piedi la sua politica commerciale facendo ricorso a <strong>nuove basi giuridiche</strong>, dopo che la Corte Suprema aveva stabilito l'illegittimità dei dazi annunciati nell'aprile 2025 durante il «Liberation Day».