Aggiungi come fonte il Giornale di Sicilia
A partire dalla mezzanotte di venerdì gli Stati Uniti applicheranno nuovi dazi del 10% o del 12,5% su una serie di prodotti provenienti da circa 60 economie, in sostituzione delle tariffe temporanee del 10% introdotte lo scorso febbraio e giunte a scadenza. Le misure, valide per 150 giorni, erano state adottate dall’amministrazione del presidente Donald Trump dopo che la Corte Suprema aveva annullato gran parte delle sovratasse varate al suo ritorno alla Casa Bianca. I nuovi dazi derivano da un’indagine avviata a marzo dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), guidato da Jamieson Greer, per verificare se i partner commerciali di Washington abbiano eliminato dalle proprie catene di approvvigionamento prodotti realizzati con lavoro forzato. «Stiamo cercando di porre fine al commercio di questo tipo di prodotto. Negli Stati Uniti, abbiamo agenzie e processi per identificare aziende e paesi che presentano una prevalenza di lavoro forzato e fermiamo i loro prodotti al confine. Altri paesi non hanno questi processi, chiediamo loro di metterli in atto», ha dichiarato Greer alla Cnn. «Se permetti l’importazione di beni fatti con lavoro forzato, crei una concorrenza sleale per i tuoi prodotti. Vogliamo che tutti i paesi abbiano lo stesso tipo di protezioni», ha aggiunto.










