Pochi giorni dopo le elezioni del 18 aprile 1948, la Direzione del PSLI inviò a De Gasperi un documento con cui si chiedevano chiarimenti sulla futura azione governativa e si fissavano alcune condizioni fondamentali per la partecipazione dei socialdemocratici alla nuova compagine ministeriale con la DC: «Libertà politica, giustizia sociale, laicità dello Stato – si legge in quel documento – sono tre postulati fondamentali che devono in ogni caso essere affermati e rispettati se si vuole assicurare e mantenere una collaborazione al governo». «Pur essendo certi – commentava il socialdemocratico Mondolfo – che sono scomparsi, a elezioni avvenute, i più forti motivi che ci indussero, pochi mesi addietro, ad accettare di entrare nel Governo [dicembre 1947], che esistono, anzi, nuovi forti motivi per desiderare di restare fuori, non è però facile (lo riconosciamo) rifiutare a priori l’offerta di collaborazione che ci è stata fatta e che noi abbiamo accettata sulla base di un programma, da cui non dobbiamo deflettere in nessun modo […] Mentre scriviamo, si attende la risposta che l’onorevole De Gasperi ha dichiarato di voler dare alle nostre richieste».
In politica estera, i socialdemocratici sollecitavano un’azione risoluta a difesa della pace e dell’«autonomia di decisione, nella necessaria collaborazione europea e nello spirito di una più ampia cooperazione internazionale». Si sarebbero dovute garantire la stabilità monetaria, con una «decisa» politica contro-inflazionistica, e quella dei prezzi e la difesa dei salari reali; l’utilizzazione del piano Marshall a favore dei lavoratori e della riconversione industriale, «evitando la formazione e il consolidamento di posizioni privilegiate»; il rafforzamento della scuola di Stato e la lotta contro l’analfabetismo; l’attuazione della riforma agraria, attraverso la realizzazione delle bonifiche e delle trasformazioni fondiarie previste dall’ERP e l’assegnazione delle terre incolte o insufficientemente coltivate a organismi cooperativi; l’attuazione graduale del progetto di riforma della previdenza sociale.







