«Ilaria Salis è una persona specchiata, che si batte per i diritti, per la giustizia e per i valori, per i quali sta spendendo la vita. Sicuramente non è giusto mandare via dei lavoratori in questo modo, ma ci deve essere qualcosa dietro. Credo ci sia una pregiudiziale, come l’hanno avuta con me: perché sono di sinistra. E i giudici hanno dimostrato di non essere sempre impeccabili. Quante volte la magistratura si è resa responsabile di mostruosità». È partito il soccorso rosso alla maestrina che Avs ha già sottratto alla giustizia ungherese e che oggi il collega di partito Mimmo Lucano cerca di difendere dalla condanna in contumacia, inflitta in primo grado dalla sezione Lavoro del Tribunale di Milano, al risarcimento per 300mila euro nei confronti di due suoi ex collaboratori, licenziati senza giusta causa nel 2025. Un colloquio, quello di Lucano in esclusiva con Il Giornale, diventato una sorta di tira e molla, perché l’europarlamentare del partito di Bonelli e Fratoianni, decaduto da sindaco a seguito della condanna a 18 mesi per falso ideologico nel modello Riace, pur di non puntare il dito sulla paladina dei diritti, getta ombre sulla genuinità del procedimento giudiziario e critica i magistrati che hanno inchiodato alla questione morale la Salis.Lucano, tu quoque?, mi verrebbe da dirle. Lei che ha fatto una battaglia per i diritti dei migranti, che si proclama da sempre a fianco dei più deboli oggi sta facendo due pesi e due misure?«Ma io non lo so perché li abbia licenziati. Io da come conosco Ilaria non credo che sia possibile che lei non rispetti i diritti dei lavoratori. La cosa che mi suona strana è che i contratti non sono per così lungo tempo, quelli dello staff si rinnovano ogni anno, questa è la cosa insolita che vedo. Quindi c’è qualcosa che non mi quadra»Ma la sua collega non si è nemmeno presentata al processo«E questo che vuol dire, che ora ha aggravato la sua posizione?»A livello politico e morale, le pare normale? Lo sto chiedendo a lei che, forte dei suoi ideali e per quei diritti per i migranti, si è preso una condanna. Un giudizio politico lo potrà esprimere, no?«E io che cosa ci posso fare? Io la conosco come una persona degna, che si batte per diritti importanti. Non posso esprime un giudizio politico, perché non ho visto le carte, non so nulla e non ho parlato con lei».Prendiamo per buono che ciò che ha sentenziato il giudice sia corrispondente alla realtà. Lei cosa penserebbe?«Eh, che non è giusto questo, lo so».No perché l’onestà intellettuale imporrebbe di usare lo stesso metro per tutti, oppure perché è del partito allora va bene, vediamo?«No, no, io non sono così. Io ho la mia moralità e tutto il mio periodo giudiziario l’ho vissuto guardando non agli anni che rischiavo, quella era l’ultima cosa, ma dal punto di vista morale che mi stavano massacrando. Avevo capito che c’era un teorema accusatorio basato su una macchinazione. Però io voglio giustizia vera, a prescindere da quello che dicono loro. Perché i giudici hanno dimostrato che non è che sono sempre impeccabili. Quante volte la magistratura si è resa responsabile di mostruosità. Dobbiamo dire le cose come stanno. Io ho votato no al referendum, però sul piano morale mi trovo condannato per un falso ideologico che mi sta costando la decadenza come sindaco. E anche su di me, per la prima volta, avverto il peso della rassegnazione, ci sono le ripercussioni sulla mia famiglia che mi sta condizionando pesantemente. Non ce la faccio più».Si vuole arrendere?«E cosa devo fare? Ho passato dieci anni così, dieci anni che mi hanno imbrogliato, questo voglio gridarlo. Ma perché i giudici non vengono a parlare a viso aperto, in una piazza pubblica. Perché mi avete fatto questo? Perché la Corte d’appello di Reggio Calabria ha scritto che Lucano è stato l’artefice di un’economia della speranza e poi mi hanno inflitto una condanna così, come un delinquente. Io ho risposto su tutto, non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere».Appunto, lei ha sempre risposto, Ilaria Salis no.«Ma io questa storia non la conosco bene».Non le basta il fatto che sia stata condannata per licenziamento ingiusto e in contumacia, avendo anche l’ardire di sostenere che ci sono gravi responsabilità della giustizia perché bastava mandarle una pec? È normale?«No».Lei dice che conosce Salis come una brava persona, ma se le cose stanno così sarà grave che i diritti dei lavoratori siano stati violati, visto che siete i primi a portare la bandiera?«Bisogna vedere il motivo per il quale c’è stata la decisione di licenziarli».Con un contratto, licenziati in tronco dai paladini dei diritti contro il Jobs Act?«Ecco, è qui che lei voleva arrivare».Io voglio arrivare alla questione politica, visto che puntate proprio su questi temi.«So che Ilaria Salis è una persona degna che si batte per diritti importanti».Quindi va bene che li abbia licenziati in tronco?«Io non sto dicendo questo, lei vuole per forza farmi dire quello che vuole sentirsi dire. Prima devo parlare con Ilaria. Sicuramente non è giusto mandare via dei lavoratori così, ma ci deve essere qualcosa dietro».Perché è di Avs, altrimenti se fosse stata di destra avreste detto peste e corna, no?«Certo, sono prevenuto perché la destra è la disumanità politica. In questa storia credo ci sia una pregiudiziale, come ce l’hanno avuta con me. Perché mi hanno massacrato? Perché sono di sinistra».La Salis è stata condannata perché è di sinistra?«Sì, sì».Quindi questi giudici sono di destra e l’hanno voluta punire?«Non lo so, bisogna chiederlo a loro».
La sinistra scarica Ilaria Salis. Mimmo Lucano al Giornale: “I lavoratori non possono essere mandati via così...”
L’eurodeputato Avs Mimmo Lucano: “Ilaria Salis si batte per i diritti, credo che in questa vicenda ci sia qualcosa dietro. Ho votato NO ma i magistrati non sono impeccabili”












