Roma, 22 lug. (askanews) – La condanna inflitta dal Tribunale di Milano in contumacia della europarlamentare Avs Ilaria Salis a 300mila euro quale risarcimento per suoi collaboratori assunti in campagna elettorale con contratti fino al termine del mandato parlamentare nel 2029 ed invece da lei mandati via prima con per “licenziamento senza giusta causa” ha suscitato ironie e dita puntate da molti esponenti del centrodestra.
“Predicano bene, ma razzolano male. Anzi – afferma il presidente Fi della commissione Esteri del Senato Maurizio Gasparri- razzolano malissimo. Ilaria Salis già ha avuto un rapporto problematico con le case. Ne auspicava l’occupazione poi pare che lei stessa abbia avuto qualche problema economico per pagamenti mancati. Ora si rivela anche una discutibile datrice di lavoro. Infatti, un giudice del tribunale di Milano l’ha condannata a pagare 300mila euro perché avrebbe licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa. Le motivazioni addotte per interrompere i due contratti, che sarebbero scaduti alla fine del suo mandato parlamentare, nel luglio del 2029, non sono state considerate adeguate da parte del magistrato a cui i licenziati hanno fatto ricorso. Insomma, quelli che danno lezioni in materia di socialità lo fanno puntando alle case degli altri e maltrattando i propri collaboratori a cui hanno negato un sereno rapporto di lavoro. La teoria è una cosa, la pratica è un’altra. Quindi la Salis, come Soumahoro e come altri ‘campioni’ della sinistra, si conferma un autentico bluff. Con tanti complimenti a chi ha creduto a persone di questo tipo”.











