L’estate è davvero il momento peggiore per fare un tatuaggio? Come esporsi al sole senza rovinare colore e cute? Dal trucco permanente come eyeliner e sopracciglia ai tatuaggi più vecchi, il dermatologo Santo Raffaele Mercuri spiega come proteggerli e quali errori evitare.
Che sia un piccolo simbolo sulla caviglia, un disegno colorato sul braccio o una scritta che ricorda una persona cara, ogni tatuaggio racconta qualcosa di noi. Ma, oltre alla scelta del soggetto, è fondamentale prendersene cura nel modo corretto, soprattutto durante l’estate. È davvero il periodo peggiore per tatuarsi? Quanto bisogna aspettare prima di esporsi al sole? E come si proteggono i tatuaggi più particolari, come eyeliner, sopracciglia o labbra permanenti? A rispondere ai dubbi più comuni è Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia e Cosmetologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e associato di Dermatologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, che a Fanpage.it spiega quali sono gli errori da evitare e le regole da seguire per preservare la salute della pelle e il risultato del tatuaggio.
L’estate è davvero il periodo peggiore per fare un tatuaggio? Quali sono i rischi di esporsi al sole con un tatuaggio appena fatto? Non esiste una stagione vietata in assoluto, ma l’estate è certamente il periodo più scomodo per la guarigione. Un tatuaggio appena eseguito è, dal punto di vista dermatologico, una ferita superficiale: la barriera cutanea è temporaneamente alterata e deve essere protetta da raggi ultravioletti, sudore, sfregamento e contaminazioni. L’esposizione solare precoce può accentuare infiammazione e bruciore, favorire una scottatura, rallentare la riparazione della pelle e lasciare alterazioni persistenti della pigmentazione, più scure o più chiare. Può inoltre compromettere la resa estetica, con perdita di brillantezza o modificazioni del colore, e in soggetti predisposti può facilitare reazioni infiammatorie o allergiche ai pigmenti. In estate si aggiungono comportamenti a rischio, come bagni in mare o piscina e maggiore sudorazione, che aumentano irritazione e possibilità di infezione.









