Da troppo tempo il cielo di Trinitapoli viene oscurato da colonne di fumo nero. Roghi di plastiche agricole, manichette per l’irrigazione, teli per la pacciamatura e altri rifiuti sintetici continuano a ripetersi, soprattutto durante l’estate, sprigionando sostanze potenzialmente nocive per la salute e per l’ambiente. Gli ultimi incendi imponenti sono datati alla notte del 4 luglio e a quella tra il 20 e il 21 luglio. Un fenomeno che non rappresenta soltanto un’emergenza ambientale, ma che assume un peso ancora maggiore in un territorio già finito più volte sotto l’attenzione della Commissione parlamentare antimafia per le criticità legate alla gestione del territorio e ai reati ambientali.

Di fronte al ripetersi degli episodi, il sindaco Francesco Di Feo ha deciso di chiedere l’intervento delle istituzioni competenti, inviando una formale richiesta affinché venga messa in campo un’azione straordinaria e coordinata contro i roghi illeciti. L’obiettivo è affrontare un fenomeno che, secondo l’amministrazione comunale, non può più essere gestito con le sole risorse del Comune. «Si tratta di una situazione che non può più essere affrontata esclusivamente a livello comunale - afferma il sindaco Di Feo -. I roghi rappresentano una grave violazione delle norme ambientali e costituiscono un concreto pericolo per la qualità dell’aria, per le produzioni agricole, per l’ecosistema e per la sicurezza dei cittadini. È indispensabile una risposta condivisa da parte di tutte le istituzioni competenti».