Approfittando della confusione e dei botti dell’ultimo dell’anno incendiano una montagnola di teli di plastica utilizzati per l’agricoltura e destinati allo smaltimento. Tutto è successo ieri sera in località Villaggio Resta, tra Nardò e Porto Cesareo, e precisamente in via Palude del Capitano, strada rurale che termina sulla litoranea nei pressi della località di Sant’Isidoro. Ignoti – perché l’incendio è sicuramente doloso – hanno appiccato le fiamme appositamente per bruciare le plastiche che erano state accumulate durante la stagione degli ortaggi per il successivo smaltimento presso piattaforme di conferimento, così come è prassi per chi effettua coltivazioni intensive. Ma le segnalazioni da parte dei cittadini residenti, intossicati dai fumi (che contengono diossina), si sono moltiplicate immediatamente non appena viste le prime lingue di fuoco. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Gallipoli che non hanno potuto fare molto perché la massa incandescente di plastica fusa una volta arrivata a quel punto non si può più spegnere. Tanto disagio e preoccupazione da parte di chi abita da quelle parti: sono mesi che vengono effettuate segnalazioni precise e circostanziate, anche via pec, agli enti preposti con il racconto puntuale di episodi che continuano a ripetersi. Questo ultimo fatto, però, è significativo perché avviene proprio nella serata dell’ultimo dell’anno quando, presumibilmente, chi deve controllare ed intervenire è impegnato su altri fronti. Chi ha dato fuoco alla montagna di plastica (sicuramente oltre settanta quintali di rifiuti come teli di polietilene per pacciamatura e copertura dei terreni) sapeva che i fumi ed i fuochi sarebbero stati essere confusi con quelli dei festeggiamenti. La gente del posto, però, ha reagito con una serie di segnalazioni. Nessuna conseguenza per colture o abitazioni perché il proprietario dei teli aveva doverosamente arato la zona intorno alla montagna di plastica per evitare problemi di sterpaglie. I rilievi effettuati dai vigili del fuoco difficilmente porteranno alla mano ignota che ha causato il rogo e che ha sprigionato fumi ed odore acre per l’intera nottata e fino al mattino di oggi.