Da tempo i cittadini di Specchia (Lecce) fra Tricase e Taurisano, denunciavano di percepire, nelle ore notturne e fino all’alba, un pungente odore di plastica bruciata. Il mistero è stato svelato dopo una serie di appostamenti da parte degli agenti della Polizia locale: l’attività di polizia giudiziaria e gli appostamenti notturni hanno permesso di individuare il luogo dove, periodicamente, un cosiddetto svuotacantine incendiava quanto recuperato in abitazioni e edifici da sgomberare.
L’uomo si offriva, dietro pagamento, di liberare gli immobili e recuperava il ferro e qualche altro metallo utile per la rivendita. Il resto, elettrodomestici e plastica compresi, veniva bruciato in un terreno nella sua disponibilità. Le segnalazioni hanno fatto il resto.
Giunti sul posto, un terreno privato, gli agenti hanno constatato la presenza di cumuli di rifiuti di vario tipo: residui di vernici, materiale ferroso, elettrodomestici fuori uso e altri scarti, depositati in modo incontrollato e adiacenti a strutture in legno verniciate, su cui erano presenti segni di un incendio ormai spento.
La natura dei materiali e le modalità di stoccaggio hanno fatto configurare l’area come deposito non autorizzato di rifiuti speciali e urbani, con conseguenti rischi ambientali e sanitari. Considerata la gravità della situazione e la presenza di residui parzialmente bruciati, la polizia locale ha proceduto al sequestro probatorio dell’area, identificandola come corpo e luogo di reato.






