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Nella seduta di giovedì la Camera ha approvato un emendamento al cosiddetto decreto Sport, per migliorare la sicurezza nelle piscine, in seguito alle preoccupazioni dovute ad alcuni casi di bambini morti intrappolati dai bocchettoni di aspirazione dell’acqua. L’emendamento è passato con un’ampia maggioranza e anche con il sostegno delle opposizioni, che l’hanno ritenuto però troppo generico per garantire un reale cambiamento. Nei prossimi giorni dovrebbe iniziare la discussione in aula di un disegno di legge più ampio, che punta a introdurre un livello minimo di sicurezza in tutta Italia.
L’emendamento appena approvato prevede che dal primo agosto nelle piscine pubbliche, private o collettive (come quelle di hotel, residence e campeggi) il sistema di ricircolo (i bocchettoni o le griglie di aspirazione) eviti «fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa» che rischiano di intrappolare i corpi di chi fa il bagno. Le strutture possono accedere a un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 per adeguarsi, e l’emendemanto dice che quelle che non rispetteranno la norma verranno chiuse. Non si sa con precisione quante siano le piscine che devono adeguarsi, perciò è complicato capire se questi soldi siano abbastanza.










