Quando si parla della storia della trazione integrale quattro, il pensiero corre immediatamente ai successi nei rally degli anni Ottanta. Ma pochi ricordano che Audi, dopo aver dominato le competizioni, decise di dimostrare le potenzialità della propria tecnologia anche su un terreno completamente diverso: quello dei record di velocità.

Per raggiungere questo obiettivo, nel 1986 la casa di Ingolstadt trasformò una normale Audi 100 Quattro in un prototipo estremo da 650 CV, capace di superare i 330 km/h e di stabilire un nuovo primato mondiale per una vettura a trazione integrale. A quasi quarant’anni da quell’impresa, quell’esemplare unico è pronto a cambiare nuovamente proprietario attraverso un’asta internazionale.

Da berlina di serie a laboratorio da 650 CV

Il progetto nacque poco dopo i trionfi Audi nel Mondiale Rally. L’obiettivo era dimostrare che il sistema quattro non fosse soltanto una soluzione vincente sugli sterrati, ma anche una tecnologia capace di garantire prestazioni eccezionali alle velocità più elevate.

La base scelta fu una Audi 100, commercializzata negli Stati Uniti con il nome Audi 5000. Sotto il cofano trovava posto il noto motore cinque cilindri turbo da 2,2 litri, che nella versione di serie sviluppava circa 160 CV. Per il programma dedicato ai record, però, il propulsore venne profondamente modificato fino a raggiungere la straordinaria potenza di 650 CV.