di

Vera Martinella

La chemioterapia intensiva, efficace e indispensabile per arrivare al trapianto (unico modo per poter guarire), era troppo «pesante» per la maggior parte dei malati. Oggi, con le nuove terapie, possono arrivare al trapianto anche pazienti tra i 70 e gli 80 anni

La leucemia mieloide acuta è una patologia rara e aggressiva che colpisce soprattutto gli adulti over 60. Nel 2025 in Italia sono stati diagnosticati circa 2.000 nuovi casi e l’incidenza aumenta progressivamente con l’età. Una delle novità più importanti è che è possibile, in alcuni casi, sostituire o ridurre la chemioterapia intensiva: un fatto decisivo soprattutto per le persone più anziane, come spiega durante la Giornata organizzata dall'AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e MielomaAlessandro Rambaldi, professore di Ematologia e direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca - FROM all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: «Negli ultimi anni sono diventate disponibili nuove terapie con meccanismi d’azione molto diversi da quelli della chemioterapia tradizionale. In alcuni pazienti selezionati, questi trattamenti consentono oggi di evitare la chemioterapia intensiva oppure di ridurne significativamente l’impiego. Parliamo di innovazioni che stanno cambiando profondamente lo standard terapeutico, soprattutto nei pazienti anziani o fragili: persone che, per età o presenza di altre patologie, non tollererebbero bene una chemioterapia aggressiva».