Hanno più saggezza ed esperienza, un maggiore tempo da dedicare a sé stessi e agli hobby, la possibilità di coltivare relazioni significative e sviluppare un'autentica accettazione di sé. Ma quando si tratta di malattie oncologiche, gli anziani hanno una marcia in meno.

Due malati su tre sono over 65

I tumori del sangue - leucemie, mielomi, linfomi - colpiscono ogni anno quasi 32mila persone in Italia. Di queste, circa due terzi sono over 65, un numero destinato ad aumentare considerando l'invecchiamento della popolazione e l'incidenza che ha il picco dopo i 70 anni. Il mieloma multiplo conta 5.600 nuovi casi annui, con 30 casi ogni 100mila persone negli over 65, mentre l'età media alla diagnosi della leucemia linfatica cronica è intorno ai 72 anni.

In questo panorama, gli ematologi devono affrontare diverse sfide: in primo luogo, la maggiore fragilità dei pazienti anziani, dovuta non solo all'età ma anche alla compresenza di altre patologie che incidono su prognosi e possibilità terapeutiche. Si tratta di fragilità biologiche, come un alterato metabolismo dei farmaci, funzionali (una ridotta autonomia quotidiana) e cognitive, che possono compromettere l'aderenza ai trattamenti.

La sfida dell’accesso ai farmaci più innovativi