In Italia le nuove diagnosi di tumore sono 362.100 nel 2025, secondo le stime Aiom e Airtum presentate al Ministero della Salute. Le persone che vivono dopo una diagnosi oncologica sono 3,7 milioni; negli uomini l’incidenza è in calo soprattutto per prostata e polmone mentre nelle donne cresce ancora, trainata dal tumore polmonare come conseguenza differita del tabagismo.
Il 50% di chi oggi riceve una diagnosi di tumore guarisce: molto è stato fatto ma molto c’è ancora da fare
Sessant’anni di ricerca sostenuta da AIRC hanno contribuito a risultati concreti. Oggi secondo i dati Aiom e Airtum, circa una persona su due tra quelle che ricevono una diagnosi di tumore guarisce e, nell’ultimo decennio, la mortalità oncologica in Italia è diminuita in media del 9%. Il Paese continua, inoltre, a registrare tassi di sopravvivenza a cinque anni superiori alla media europea per alcune delle forme tumorali più diffuse, come mammella, colon-retto e polmone. Sono indicatori che confermano quanto l’investimento nella ricerca sia decisivo per rendere disponibili terapie sempre più efficaci e mirate, soprattutto nei casi in cui le cure restano ancora insufficienti.
Sul piano clinico l’Italia mantiene una posizione di vertice in Europa. La sopravvivenza a cinque anni per il tumore della mammella è dell’89,5% contro l’83% medio Ue (Aiom 2025), con risultati simili per le altre forme tumorali più diffuse. Sono progressi importanti, che derivano dalla qualità del Servizio sanitario e dalla ricerca traslazionale che lo alimenta, ma che potrebbero migliorare se la ricerca potesse correre più e meglio.






