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Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il Centro Studi nella sua Congiuntura flash: nel terzo trimestre lo choc energetico pesa su investimenti, consumi e credito, mentre il turismo sostiene i servizi

Il petrolio è tornato a salire (sopra quota 100 dollari), il gas lo segue, le imprese fanno di nuovo i conti con bollette più pesanti e gli investimenti rallentano. È una catena che l'Italia conosce bene e che rischia di accompagnare anche i prossimi mesi. Non siamo ai livelli della crisi energetica del 2022, ma il nuovo shock provocato dalla guerra tra Stati Uniti e Iran sta già lasciando il segno sull'economia. A fotografare il quadro è il Centro Studi Confindustria nella Congiuntura Flash di luglio, che sintetizza il momento con una formula eloquente: «Il terzo trimestre parte in salita».

Secondo gli economisti di Viale dell'Astronomia, la nuova escalation militare ha ridotto i transiti navali nello Stretto di Hormuz, facendo risalire rapidamente le quotazioni dell'energia. Il Brent è tornato a crescere dopo la discesa di giugno, mentre il gas è risalito intorno ai 60 euro per megawattora. Uno shock che aveva già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre e che, secondo il rapporto, continuerà a produrre effetti anche nel terzo, mantenendo elevata l'inflazione e irrigidendo il canale del credito.