Non si placano gli incendi che da giorni stanno colpendo la Spagna, la Francia e ultimamente, in particolare, la zona della Gironda. Nelle ultime ore centinaia di persone sono fuggite in barca dalla penisola di Cap Ferret, nella Francia occidentale, dopo che le autorità ne hanno ordinato l’evacuazione a causa di un incendio che avanzava rapidamente. Residenti e turisti sono stati messi all’angolo da un incendio incontrollabile che ha bloccato le principali vie di fuga terrestri e sono stati costretti ad abbandonare la costa a bordo di imbarcazioni private e navette di soccorso. Le immagini delle persone in fuga via mare, immerse in un’atmosfera spettrale resa scura da enormi colonne di fumo, mostrano la rapidità con cui questi roghi riescono a sopraffare i centri abitati, radendo al suolo la vegetazione costiera e cogliendo di sorpresa interi territori. L’evacuazione marittima si è rivelata l'unica via di salvezza di fronte all'avanzare inesorabile del fronte del fuoco.

Questo drammatico episodio non rappresenta un evento isolato, ma è il sintomo visibile di una trasformazione profonda e preoccupante: i media francesi e in particolare quelli attenti alle questioni relative alla crisi climatica segnalano che oggi ci sono fino a 30 volte più incendi rispetto a 20 anni fa e che la Francia è ufficialmente entrata a pieno titolo «nell’era del fuoco»: le statistiche ambientali degli ultimi due decenni descrivono una realtà inequivocabile, in l’esplosione dei roghi e della superficie boschiva devastata dimostrano che il fenomeno non è più confinato alle regioni meridionali e mediterranee del Paese, ma si sta estendendo con gran violenza verso le latitudini settentrionali del paese.