di Luigi Ippolito

I reali lasciano Buckingham Palace: diventerà museo e luogo di eventi. Da Lady D, e dal suo matrimonio da favola, fino a Camilla: un’operazione trasparenza fatta anche per salvare l’istituzione dall’ultimo scandaloLa Corona (in crisi) inaugura un’epoca più frugale

Il bacio sul balcone di Buckingham Palace, il 29 luglio di 45 anni fa, suggellava il matrimonio del secolo (scorso): quello fra il principe Carlo, l’erede al trono britannico, e Diana Spencer, da quel giorno principessa del Galles. Quel balcone ha raccontato la storia della monarchia: ma presto, forse, da lì si potrà affacciare anche la “plebe”, visto che Carlo, ormai re, ha ora deciso di non risiedere nel palazzo e destinarlo invece a museo, oltre che luogo per le grandi occasioni ufficiali, dai banchetti alle visite di Stato.Tornando al luglio del 1981, è probabilmente quella la data d’inizio della monarchia contemporanea, così come la conosciamo oggi: perché su di essa aleggia ancora oggi il fantasma di Diana, scomparsa tragicamente a Parigi 29 anni fa. Con lei la famiglia reale è diventata un fenomeno globale, con le sue vicende seguite in presa diretta da centinaia di milioni di persone. Anche se, come sottolinea Catherine Mayer, nota biografa dei reali che ha appena dato alle stampe Divide and Rule (“Dividi e impera”, HarperCollins), dedicato alle donne nella monarchia britannica, «se lasciamo che la monarchia sia solo una forma di intrattenimento, questo fa sì che le persone al suo interno, e specialmente le donne, siano trattate con i canoni dell’intrattenimento: ma questo significa anche che non cogliamo tutta la storia che ruota attorno a chi sono e a quello che fanno».