A quasi sette mesi dal rogo di Crans Montana la notte di Capodanno in cui persero la vita 41 persone e più di cento rimasero ferite, il direttore del Centro Ustioni e Chirurgia Plastica e direttore del dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ospedale Niguarda Wilhelm Franz Baruffaldi Preis ha fatto un punto a Palazzo Marino in commissione consiliare Welfare e Salute. Il professore ha spiegato che l’ultima paziente ricoverata, la sedicenne Francesca Noto ha ancora bisogno delle cure ospedaliere, soprattutto per quanto riguarda la riabilitazione. «Da un punto di vista ricostruttivo sta bene - ha evidenziato il professore -, da un punto di vista riabilitativo abbiamo ancora qualche piccolo problema perchè è stata lì molto tempo e deve riprendere alcuni schemi della vita di tutti i giorni. Speriamo a breve di trasferirla in un reparto a bassa intensità per le cure fisioterapiche». La studentessa del liceo classico Virgilio «era la più grave come percentuale di superficie corporea ustionata - ha precisato il professore - sono serviti per questo molti interventi ed è rimasta molto ferma. Dal punto di vista della ripresa dei movimenti i nostri fisioterapisti hanno problemi a convincerla a insistere ed è ancora molto dipendente dai farmaci che le tolgono il dolore. Questo non ci permette di renderla autonoma al di fuori del reparto».Il professore ha ricordato che i ragazzi arrivati al Niguarda «erano talmente gravi che abbiamo dovuto creare per alcuni l’ossigenazione extra corporea, alcuni sono rimasti in dialisi per giorni. Tutti sono arrivati intubati». Nei primi mesi l’equipe è arrivata a fare in tutto circa 90 interventi, dato che i pazienti sono stati operati più volte. «Abbiamo usato tecniche moderne - ha spiegato il professore - come enzimolisi, inventata dopo la tragedia delle Torri Gemelle dato che a New York mancava sangue. È stata usata la banca dei tessuti, 25mila centimetri quadrati di cute donata e sono stati usati nuovi metodi come la tecnica della crescita del tessuto in vitro con lamine fatte dal laboratorio di Zurigo. Era la prima volta che venivano usate quelle placche. Io, che ero scettico, ho visto risultati incoraggianti».Il Niguarda ora deve fare i conti con la chiusura di 25 letti in medicina ad alta intensità, «una cosa che viene fatta normalmente negli ospedali in estate per permettere agli infermieri di andare in ferie - ha detto Wilhelm Franz Baruffaldi Preis -. Il problema è che abbiamo un’affluenza di 1200 pazienti al giorno in pronto soccorso». Secondo il professore, «l’unica cosa positiva della tragedia di Crans è che ci siamo sensibilizzati anche per gli altri pazienti ustionati». Il professore ha evidenziato la necessità di trattare le ustioni come una malattia rara, «per cui il Ministero della Salute investe ingenti quantitativi di soldi per rendere gratis le cure. In questo momento il post della malattia da ustioni, per quello che riguarda gli esiti cicatriziali, non rientra nelle malattie gravi. Se riuscissimo a farlo rientrare -cosa che stiamo cercando di fare con il ministro Schillaci - sarebbe molto meno gravoso dal punto di vista economico, dato che questi pazienti devono acquistare per anni creme, guaine, compressioni, spessori di silicone e fare fisioterapia» ha concluso.