Igiovani ustionati di Cras-Montana si trovano in ospedali specializzati: una situazione delicata, che richiede procedure di intervento tempestive e molto accurate. Le spiega Franco Bassetto, professore di chirurgia plastica, direttore della Clinica chirurgia plastica Centro grandi ustionati dell’azienda ospedale di Padova e presidente della Sic, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica: “Subito dopo la tragedia abbiamo ricevuto un alert e liberato i Centri grandi ustionati italiani dai pazienti a bassa gravità per ospitare i feriti provenienti da Oltralpe. Al momento in Italia ne sono arrivati tre: sono ricoverati all’ospedale di Niguarda”.

Come si cura una persona ustionata? “Si parla di malattia da ustione, nel senso che il calore provoca un danno a livello cutaneo, con necrosi più o meno profonda, ma in grado di coinvolgere anche altri organi - sottolinea Bassetto -. Possiamo avere una ustione di primo, secondo o terzo grado: quella grave è superiore al 20% della superficie corporea di un adulto e al 10% di un bambino”.

“L’ustione provoca un travaso di liquidi dagli organi e in gergo si definisce da intravascolare a extravascolare: a causa di questo processo si subisce uno shock - prosegue Bassetto -. Più grande è lo shock, più il paziente può perdere conoscenza”.